  |
Un gruppo artistico di rottura, il Cracking Art Group, un eclettico chef, Fabrizio Ferrari, e una location spettacolare come il Roof Garden Restaurant di Bergamo: sono i protagonisti dell’evento CRACKING FOOD FEAST di domenica 27 settembre per presentare, in anteprima, il nuovo progetto dedicato alle opere food del celebre gruppo artistico.
L’inesauribile ricerca che contraddistingue il Cracking Art Group li ha portati al cibo, con la realizzazione di pezzi d’arte ispirati a frutta, verdura, pane, dolci, carne. Queste opere sono presentate per la prima volta al Roof Garden Restaurant in un evento dove le creazioni in plastica “giocano” e si confondono con quelle autentiche e gustose dell’executive chef Fabrizio Ferrari.
L’originale ed eclettico cuoco metropolitano, come lui stesso ama definirsi, ha realizzato per l’occasione un “Cracking menù” fatto di presentazioni speciali e sapori sorprendenti. Una sinergia tra le opere ispirate al cibo del gruppo Cracking e il cibo inteso come autentica forma d’arte di Ferrari: il risultato è un gioco dove realtà e finzione si intrecciano, si confondono, si compenetrano. Cibo da ammirare, arte da gustare.
La serata ha visto la partecipazione di un partner spumeggiante, la cantina di Franciacorta Ronco Calino, e di una sofisticata colonna sonora curata Lindara, artista emergente del panorama club e chill out. Tutte le opere esposte durante la serata sono state poi messe in vendita presso la Galleria Fioretti di Bergamo, mentre i piatti creati per l’evento da Fabrizio Ferrari sono rimasti nella carta del Roof Garden Restaurant per diverse settimane.
Cracking Menù
Manzo e asparagi di mare - Balsamico vecchio in millefoglie - Maccheroncelli sottovetro alle alghe nori - Spigola in vuoto al profumo di lime - Cremoso al cioccolato extramaro
Cracking Art Group
Il Cracking Art Group è composto da Renzo Nucara (1955-Italia), Marco Veronese (1962-Italia), Alex Angi (1965-Francia), Carlo Rizzetti (1969-Belgio), Kicco (1969-Italia), William Sweetlowe (1948-Belgio). Sei artisti internazionali che sin dal primo anno di nascita del movimento (1993) evidenziano l'intenzione di cambiare radicalmente la storia dell'arte attraverso un forte impegno sociale e ambientale e l’uso innovativo di materie plastiche. Il termine “Cracking Art” deriva dal verbo inglese to crack=schioccare, scricchiolare, spaccarsi. “Cracking è il processo che serve a trasformare il petrolio in virgin nafta, base per migliaia di prodotti di sintesi, quali la plastica”. Il binomio naturale/artificiale si concretizza nella formula concettuale del Gruppo, sfidando le norme attuali dell’arte contemporanea con performance coinvolgenti, in cui animali colorati di plastica riciclata, di dimensioni atipiche, invadono i luoghi più vari, da quelli deputati all'arte a quelli della vita quotidiana. Per il Cracking Art Group riciclare la plastica significa sottrarla alla distruzione devastante per l'ambiente, farne delle opere d'arte significa comunicare con un linguaggio estetico innovativo che è anche espressione della particolare sensibilità verso la natura.
www.crackingartgroup.com
|